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 A scuola più spinelli che in discoteca

Articolo inviato da teto

Indagine su 2.300 giovani tra 14 e 19 anni. Uno su tre usa droghe almeno due volte a settimana


ROMA - Il questionario era anonimo, rigorosamente. Ma chissà se qualcuno tra i ragazzi delle scuole non ha temuto lo stesso di essere scoperto, in qualche modo, e ha mentito. Ed è per questo che il risultato dell’indagine inquieta ancora di più. Perché alla domanda «fai uso di droghe?» il 42% ha risposto sì, senza esitare. Studenti di quindici scuole superiori di Milano. Per la precisione: 2.362 ragazzi.



Secondo il Viminale un campione rappresentativo di tutti gli studenti italiani tra i 14 e i 19 anni. Hanno risposto ai questionari distribuiti dall’Istituto San Raffaele di Milano. Hanno ammesso di far uso di stupefacenti e hanno aggiunto che il posto dove li usano di più è proprio la scuola. Più che in qualsiasi altro posto. Lo sanno bene gli spacciatori e basta vedere quello che ha scoperto giovedì scorso la polizia a Milano, in piazza Vetra: veri e propri turni di pusher in coincidenza con l’ultima campanella delle scuole. Lo hanno intuito professori e genitori, esemplare la vicenda degli spinelli al liceo Virgilio di Roma. I numeri dell’indagine sono ancora più esemplari.

SPINELLI PER TUTTI - Il dato è incontrovertibile: praticamente tutti i ragazzi che hanno ammesso di far uso di droghe hanno detto di fumare hashish e marijuana (il 94%). Poi hanno confessato di sniffare anche cocaina (14%) e di impasticcarsi con droghe sintetiche (10%). Ma le loro droghe da sballo non si limitano all’ecs tasy o alle anfetamine, hanno scoperto i farmaci euforizzanti e il popper (usato per la cura dell’angina pectoris) sembra essere l’ultima trovata.


MEGLIO A SCUOLA - I ragazzi che usano droghe le usano, in media, nove volte al mese. Ma a guardare il dettaglio si scopre che non è la discoteca il posto preferito per le droghe. Almeno ad ascoltare le confessioni dei ragazzi: contro un 27% che usa droghe in discoteca una volta alla settimana, c’è un 34% che preferisce farlo a scuola quasi due volte alla settimana. Un 17% ammette anche di usare droghe in casa, anche se spesso con amici. E’ infatti il 90% che non esita: quando usa droghe lo fa solo in compagnia.
L’ALCOL - Forse la preoccupazione per i consumi alcolici dei più giovani può essere anche superiore a quella per la droga. E per capire perché non basta fermarsi alla prima risposta: l’82% dei ragazzi ammette di bere alcol. Bisogna andare avanti per preoccuparsi. Perché il 70% beve superalcolici, il 60% anche vino. E se il 61% confessa di essersi sbronzato di recente, il 63% rincalza: beve e usa anche droghe, tranquillamente. Di più: beve almeno 18 volte in un mese e quando beve non si ferma mai prima del settiamo bicchiere. E non cerca la compagnia, non necessariamente: il 45% dei bevitori lo fa anche da solo, tranquillamente.


MISSIONE SALUTE - E’ una certificazione il quadro che esce dalla ricerca dell’Istituto San Raffaele. Ma non lascia certo cadere dalle nuvole chi si occupa a tempo pieno dei ragazzi o della droga. Dice Mariolina Moioli, direttore generale al ministero dell’Istruzione con la delega alle politiche giovanili: «Credo che questa ricerca del San Raffaele non sia realmente attendibile. Purtroppo credo che lo sia in difetto, penso che i ragazzi abbiano avuto timore a confessare davvero la verità». Poi racconta del progetto «Missione salute» messo in piedi dal ministero: «L’idea è di creare una rete di docenti referenti e formati a livello provinciale: devono andare nelle scuole ma non per fare l’ora della droga. Non devono salire in cattedra, devono invece organizzare con gli studenti nelle ore scolastiche laboratori, gruppi, confronti».


IL DECALOGO DELL’ONU - E’ al dipartimento nazionale antidroga che, insieme all’ufficio dell’Onu a Vienna e al ministero dell’Istruzione, si stanno organizzando per stilare un decalogo di informazione da distribuire nelle scuole a studenti e insegnanti. Ma non si fermeranno alle scuole superiori: «Oramai è accertato che si sta abbassando sempre di più l’età della prima volta», dice Pietro Soggiu, capo del dipartimento antidroga. E aggiunge: «La prima canna si prova tra gli undici e i dodici anni».

Alessandra Arachi


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