Nel 1955 la Canapa fa il suo ingresso nella grande distribuzione.Nessuna meraviglia: per i minori di 25 anni, che portano jeans e t-shirts, la calzatura concentra l' essenza dello stile nell' abbigliamneto. I giovani vi investono una parte importante del loro budget; Nike e Reebok, i due giganti, si combattono una guerra senza esclusione di colpi. Tutti gli studi compiuti indicano, in Europa come negli Stati Uniti d'America, che la popolazione dei giovani fumatori di marijuana, dopo una flessione subita negli anni ottanta, è di nuovo in aumento. Nei campus americani, da Ucla a Boston, "hemp is hip" (la canapa è "in"). Le eccellenti acalzature Deja Shoe (come in "deja vu", poichè questa espressione francese è passata all'inglese), tomaia di canapa e suola in materiale riciclato, sono andate a ruba: in due anni di esistenza, Deja Shoe ha raggiunto un giro d'affari di 5 milioni di dollari l'anno, proponendo una trentina di modelli disponibili nei negozi di canapa così come nei più classici negozi della catena Bloomingdale. Tra le grandi industrie, è un marchio diretto ai giovani, e più in particolare ai loro piedi: l' ADIDAS, a buttarsi per primo. Dopo molte ricerche di marketing, l' Adidas decide di lanciare , nell' Ottobre 1995, scarpe da basket in canapa verde oliva a 55 dollari il paio. Per un pelo non sono state chiamate "THE CHRONICS" (parola in gergo giovanile che designa l'erba). Ma la prudenza ha avuto la meglio, e così si è deciso di chiamarle più sobriamente Adidas Hemp.