Questo lo slogan della manifestazione antiproibizionista di Parma, che ha visto scendere in piazza almeno 3.000 persone provenienti da tutta l’Emilia Romagna e non solo. Un forte segnale di intolleranza verso una legge che reprime e penalizza ingiustamente una consistente parte della popolazione italiana (tanto che alla manifestazione analoga di Roma, svoltasi alcuni giorni dopo, il corteo era costituito da circa 50.000 persone!). Report e foto nel servizio.
CanaParma, nome dell’evento e della nuova piattaforma provinciale antiproibizionista, è stata organizzata da Il Canapaio Ducale, CSA Paguro, Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno e diverse associazioni e laboratori locali. Un corteo pacifico ed educato ha così sfilato per le vie della città, animato da carri musicali, striscioni ed interventi di esponenti politici e rappresentanti di diverse associazioni.
L’evento non ha per niente turbato la quiete dei cittadini e delle vie nelle quali è passato, ma anzi è stato accolto con curiosità ed interesse: molti i negozi che hanno addirittura esposto il poster della manifestazione, simbolo di come l’argomento non stia a cuore soltanto ai diretti interessati (consumatori, simpatizzanti e antiproibizionisti). Molte le realtà e i rappresentanti che hanno aderito al corteo, tra le quali Fed. Regionale Verdi, On. Paolo Cento, Gianluca Borghi (consigliere regionale), Renato Del Chiappo (consigliere regionale), Laboratorio AQ16 (Reggio Emilia), M.D.M.A. (Movimento di massa antiproibizionista), Ateneo Libertario Parma, ADS Le Giraffe, Giovani Comunisti, Assemblea permanente Mario Lupo, Forum Droghe, Ya Basta! Parma, Comunità Papa Giovanni XXIII, Lab 57 Bologna, Comunità Betania – Parma, Comitato Antirazzista Parma, Canapisa, e CSU Parma oltre naturalmente a tutti gli organizzatori. Non è servito alcun intervento da parte delle forze dell’ordine che hanno comunque vigilato sulla manifestazione.
L’evento puntava inoltre ha richiamare l’attenzione sulle seguenti tematiche:
- Chiusura immediata del carcere privato per tossicodipendenti di Castelfranco Emilia;
- Piena e completa depenalizzazione dell’uso di sostanze (nella difesa tra l’altro del referendum popolare del ’93 che aveva già sancito la non punibilità penale);
- Incremento degli interventi a bassa soglia e di quelli tesi alla riduzione del danno: far uscire questi interventi dalla fase di precarietà e sperimentare invece altri e più articolati servizi;
- Effettuare l’analisi delle sostanze nei luoghi dove le sostanze vengono usate: luoghi di aggregazione, discoteche, stadi. etc;
- Favorire il rilancio dei servizi pubblici e la riqualificazione di tutti gli operatori, pubblici e privati, in specie per la corretta informazione dei consumatori e delle loro famiglie;
- Legalizzare l’uso terapeutico della cannabis: esistono diverse soluzioni alcune già praticabili anche in Italia e le Regioni, dopo la modifica costituzionale in senso federalista, hanno la facoltà di legiferare in materia;
- Iniziare seriamente la sperimentazione delle narco salas (sale per iniezione) ovvero dei luoghi per il buco pulito;
- Aprire un dibattito serio sull’opportunità della somministrazione controllata di eroina;
- Abrogazione della legge Fini senza ritornare alla fallimentare legge Jervolino-Vassalli del ’90.
Se l’obbiettivo era quello di dimostrare, che la nuova legge sulla droga non è condivisa da molti cittadini italiani, con questa manifestazione e con quella di Roma (report e foto a breve), l’obbiettivo è stato centrato in pieno!
CanaParma (evento e piattaforma) aggiunge così un importante tassello al mosaico che forma il movimento antiproibizionista italiano.