Riprende la coltivazione industriale di Canapa in Italia
1.000 ettari di coltivazione. Questo il primo obiettivo dettato da Enrico Pappi, presidente di Eco canapa srl derivazione del Consorzio Canapa Italia. La Canapa ritorna nelle nostre campagne dopo un'assenza durata circa 40 anni. Questa ripresa è dovuta anche al concreto interesse delle imprese utilizzatrici della fibra, a cominciare dalla Simint di Modena di proprietà del noto stilista Giorgio Armani...
I primi due passi affrontati per questo progetto sono state la creazione di una società apposita per la gestione di questo progetto e il superamento delle difficoltà legali per la quale una coltivazione di questo tipo viene confusa con la coltivazione di una sostanza stupefacente. «Abbiamo l'obiettivo di arrivare ai mille ettari di coltivazione - spiega Enrico Pappi - presidente di Eco canapa srl derivazione del Consorzio Canapa Italia - finora le adesioni arrivano a 7-800 ettari ed è singolare che ci siano state molte richieste dal Bolognese e poche dal Ferrarese nonostante il conivolgimento delle varie associazioni agricole (per lunedì è in programma a Comacchio un incontro presso la locale sede della Coldiretti). Credo si tratti di una buona occasione per gli agricoltori visto che esiste la garanzia che tutto il prodotto sarà ritirato. Si parte da un minimo di 10 euro al quintale oltre al contributo di trasporto fissato in un euro e 50 centesimi, fino a 23 euro al quintale, oltre ai premi previsti dalla Pac.
Se consideriamo che la produzione può arrivare attorno ai 50 quintali per ettari siamo di fronte ad un ricavo per l'agricoltore pari a quello dei cereali tipo il grano tenendo conto del fatto che siamo in presenza di una coltura migliorativa del terreno e che non ha bisogno di trattamento e coltivazione».
La Sorgeva ha subito ultimamente tre strani episodi di incendi che hanno distrutto delle balle che erano parte della produzione 2002. Sembra che almeno due siano stati incendi di origine dolosa ed anche per questo il prodotto raccolto sarà controllato minuziosamente attraverso una serie di accorgimenti segreti dei quali per il momento non sono stati resi noti. Una volta raccolto il prodotto subisce un primo processo ovvero la divisione della fibra dal legno. Ne scaturisce una fibra grezza che viene successivamente «pettinata» da una speciale attrezzatura detta pettinatrice per poi essere imballata e trasportata al filatore, ovvero la Stilfil di Pordenone che provvederà a fare il filo. In quanto a fibra tessile la canapa non ha paragoni con il cotone. Si può coltivare la canapa anche per i semi che contengono proteine di elevato valore biologico e olio in alta percentuale. Una volta estratta la fibra tessile e dopo aver raccolto i semi rimangono la stoppa piu' la parte legnosa o canapolo. La stoppa serve a produrre carta di alta qualità sottile.
Anche nel vinio Veneto non si sta a guardare e in località Conetta di Cavarzere sono stati seminati alcuni ettari in via sperimentale. L'intento è quello di dare vita in chiave moderna alla filiera canapa-tessile ecosostenibile promuovendo colture alternative per poter diversificare l'organizzazione delle coltivazioni nelle campagne. La canapa torna a vivere.