B - Epilessia
Nel 1839, W. B. O'Shaughnessy, chirurgo e professore di chimica al "Medical College" di Calcutta, in India, si trovava nella situazione ideale per studiare gli effetti della canapa. Si trovava infatti in un posto dove l'uso di questa sostanza ha una tradizione millenaria e dava quindi al professore, grandissime possibilità di sperimentazione. Scoprì infatti che la tintura di canapa era molto efficace nei casi di epilessia. L'ideale per controllare i famosi scatti epilettici, che fanno si che il corpo sia preso da convulsioni irrefrerabbili.

Un secolo dopo, J. P. Davis e H. H. Ramsey curarono 5 bambini affetti da gravi forme di epilessia contro le quali i barbiturici non erano riusciti a guarirli. Usando i derivati della cannnabis, tre rimasero allo stesso livello, mentre gi altri due guarirono completamente.

In Italia i malati di epilessia sono moltissimi, si parla infatti di centinaia di migliaia di malati, molti dei quali sono bambini. Evitando il sopraggiungere delle crisi, questi possono condurre una vita normale, cosa che i barbiturici non sempre riescono a fare. Oltretutto provocano, negli individui che la utilizzano, stato di sonnolenza e anche dipendenza fisica. Tant'è vero che una legge italiana del '75 li ha inseriti nell'elenco degli stupefacenti suscitando le proteste delle case farmaceutiche. La Marijuana non da dipendenza fisica, al contrario dei barbiturici, e questo ha fatto si che in epoche più recenti si è ripreso a studiare le proprietà mediche della Marijuana. I risultati sono considerati molto interessanti e costituiscono una probabile frontiera della ricerca e della pratica medica.



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