A - Stimolazione d'appetito nei pazienti con sindrome da deperimento AIDS
(278 parole totali contate in questo testo) (941 letture)
Ultimamente non si parla più di AIDS come si faceva qualche anno fa, anche perchè le precedenti campagne di sensibilizzazione hanno avuto il loro effetto, visto che la diffusione di questa malattia ha dimostrato sensibili segni di rallentamento e che le attuali terapie hanno reso più lento il decorso di questa malattia.
Tuttavia una delle caratteristiche più pesanti della malattia è la veloce perdita di peso dovuta dal malessere generale che blocca l'appetito. "Wasting syndrome" un deperimento devastante.
In tal senso la Marijuana è di grande aiuto per queste persone poichè, una delle sue principali caratteristiche è proprio quella di agire sui recettori del cervello che inviano le informazioni riguardanti l'appetito di ognunno di noi. La Marijuana fa si che il nostro appetito venga stimolato maggiormente, dando quindi la possibilità ai soggetti colpiti da AIDS di ritrovare una normale vita alimentare, e poter quindi resistere meglio alla malattia. Questo è anche dimostrato da studi specifici fatti in questo ambito, dove si ricontra un aumento nel peso dei pazienti, in particolare nel trattamento per inalazione. E' stato anche dimostrato da recenti studi, che i cannabinoidi non presentano nessuna interazione negativa con i farmaci antivirali.
La FDA, Food and Drugs Administration, (vedi "B - Trattamento della nausea in chemioterapia"), ha autorizzato la registrazione del farmaco per queste utilizzazioni negli Stati Uniti, nel 1992, al quale seguirono poi altri paesi europei. L'Italia non è tra questi.
Oltre a stimolare l'appetito, secondo alcuni pazienti, la Marijuana da loro giovamento anche dagli effetti analgesici, antidepressivi e ipnoinduttori. Per questi e altri aspetti la British Medical Association definisce i derivati della cannabis, un utile strumento nella terapia delle infezioni da HIV, sul quale bisogna fare maggiori approfondimenti.