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B - Terapia del dolore

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Prima di parlare di terapia del dolore è necessario sapere che cos'è il dolore. Quello che noi definiamo dolore infatti è un concetto soggettivo, varia infatti da persona a persona e addirittura da un esperienza dolorosa all'altra.
Ognuno di noi ha inoltre, una soglia di sopportazione del dolore e una soglia di tolleranza. La prima è quasi uguale da un soggetto all'altro, è infatti il momento nel quale percepiamo il dolore, la seconda invece è la soglia oltre il quale un individuo non riesce più a sopportare lo stimolo di dolore al quale è sottoposto. Può succedere di non tollerare un lieve dolore non legato a una finalità precisa mentre ad esempio un dolore molto forte come quello causato dal parto, è vissuto in maniera diversa, poichè quel tipo di dolore porta in seguito a un lieto evento ed è vissuto quindi in maniera diversa da un dolore causato da un trauma.
Ci sono poi diversi tipi di dolore: quello somatico che è concentrato in una zona ben precisa, e quello viscerale che è invece spesso accompagnato da un malessere generale e da nausee.
C'è poi il dolore neuropatico, che è un alterazione della percezione del dolore, è infatti slegato da qualsiasi tipo di finalità:in questi casi non si parla di un dolore-sintomo, ma bensì di una vera e propria malattia, come nel caso del dolore causato dal cancro per il quale è stato coniato il termine di dolore totale.
C'è poi il dolore cronico, uno dei più difficili da controllare e, purtroppo, nonostante i suoi effetti deleteri, è uno dei più sottovalutati.
Le proprietà analgesiche della cannabis sono note da millenni ed erano usate, sino al secolo scorso, estratti di tinture di cannabis regolarmente registrati per questo scopo, in tutte le farmacoppe ufficiali in Europa e negli USA.
Andiamo ora ad affrontare come la cannabis può interagire con questi tipi di dolore.


CANNABINOIDI E DOLORE

Il nostro organismo possiede un sistema antidolore che è sempre in guardia, anche se è meno valido per chi soffre di dolori cronici. Questo sistema cerca di controbilanciare gli stimoli dolorosi ai quali il nostro organismo è sottoposto. In tal senso è dimostrato che i cannabinoidi svolgono un ruolo importante nella soppressione del dolore. Infatti le aree del SNC, deputate al controllo del dolore, sono molto ricche di recettori per i cannabinoidi, e stimolandoli viene attivato un circuito che riduce il dolore. Un compito simile lo svolge la morfina, ma a differenza dei cannabinoidi, questa agisce in alcune zone del cervello che controllano il respiro, per cui non c'è rischio di depressione respiratoria.
Alcuni cannabinoidi si sono dimostrati anche validi antinfiammatori, senza gravi effetti collaterali. Il THC infatti stimola il rilascio di oppioidi endogeni e inibisce gli enzimi che li degradano.
Sono varie le patologie dolorose in cui la canapa ha un ruolo degno di approfondimenti medici:

NEL CANCRO
Le cause del dolore da cancro sono varie:a livello superficiale (pelle, mucose); a livello profondo (muscoli, ossa, viscere); sul sistema nervoso (creando quindi un dolore neuropatico). Inoltre depressione, paura, ansia, rabbia, contribuiscono al quadro di dolore totale. I cannabinoidi in tal senso, oltre alla riduzione del dolore fisico, può avere un'effetto benefico sull'appetito e la riduzione della nausea da chemioterapia. Inoltre, aspetto non sottovalutabile, può esercitare anche un'azione positiva sull'umore del paziente.

AIDS,SCLEROSI MULTIPLA, EMICRANIA
Ottima anche l'azione che può svolgere nei dolori di grave forme di artrite, nel dolore che accompagna l'AIDS in alcuni dolori viscerali, la sclerosi mutipla, e l'emicrania, dolori per altro, per i quali i cannabinoidi non esercitano particolari effetti collaterali.

LA CANNABIS NEL DOLORE NEUROPATICO
Il dolore in questo campo è un campanello d'allarme di un danno, spesso irreversibile. Colpisce infatti il sistema di percezione del dolore. In questi casi il campanello d'allarme, suona in continuazione, senza la possibilità di bloccarlo. Sono esempi di questo tipo di dolore quello di un arto fantasma (dopo un'amputazione), neuropatie periferiche (diabetiche), dolori da lesione del sistema nervoso( un ictus, un trauma, un tumore) e infine quello da sclerosi multipla, che causa spesso sensazioni di dolori come bruciori continui o di scosse elettriche.
In queste affezioni però purtroppo non esistono ancora trattamenti specifici, e questo è uno dei problemi più frustranti della terapia antalgica.
Importante però è stata la testimonianza di una donna con una rara malattia neurologica, che soffriva da quindici anni di un dolore alla parte destra del corpo, che la costringeva su una sedia a rotelle a causa dei forti dolori con parestesie, e sensazioni di scosse elettriche. Aveva subito interventi neurochirurgici, le erano stati prescritti oppioidi, anticonvulsionanti, antidepressivi, miorilassanti, ecc ecc con scarsi risultati e grandi effetti collaterali. Dopo altri numerosi tentativi, un giorno la donna provò a fumare cannabis. Dopo aver dormito un paio d'ore si svegliò senza dolore e riuscì addirittura ad alzarsi e scrivere un pò. Tutti i suoi dolori erano scomparsi! Riprovò la marijuana con ottimi risultati e portò avanti questo trattamento con ottimi risultati e nessun effetto collaterale specifico.
Su queste basi il dolore neuropatico viene considerato uno dei campi più promettenti per ulteriori studi sugli effetti terapeutici dei cannabinoidi.

LA CANNABIS E L'EMICRANIA
Chi di noi non ha mai provato lo scomodo fastidio causato da un mal di testa?! Questo disturbo infatti affligge da sempre l'umanità. Le forme più comuni sono tre: cefalea tensiva, che è il famoso cerchio alla testa, cefalea a grappolo, che affligge la parte dietro l'occhio, e infine l'emicrania che è un dolore pulsante spesso accompagnato da nausea e vomito. Secondo una definizione di questa malattia dall'OMS, è mallattia "che non uccide, ma non lascia vivere".
L'uso della canapa per il dolore di testa risale a parecchi secoli fa. A metà dell'Ottocento la canapa fu introdotta nella medicina occidentale dove l'emicrania era uno dei trattamenti più frequenti per il quale veniva usata. Nel 1915 Sir William Osler, uno dei padri della medicina moderna, sentenziava sull'emicrania"La cannabis indica è probabilmente il rimedio che da maggior soddisfazione.
Da allora sono stati fatti molti passi avanti nella ricerca, si è scoperto infatti che tra le cause dell'emicrania vi è uno squilibrio nel sistema del neuromediatore serotonina. I cannabinoidi riducono la liberazione di questa sostanza dalle piastrine, e ne riducono l'attivita a livello del cervello, riducendso così la nausea e il vomito. Purtroppo, per ovvi motivi, non è stato possibile andare oltre nella sperimentazione, per poter approfondire come curare questa scomoda malattia grazie alla cannabis.
  

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